Un’indagine poetica sul tempo, sulla morte e su ciò che sopravvive nella coscienza dei vivi
Il film documentario Il Labirinto, girato nel cimitero della Futa, sull’Appennino tosco-emiliano, sarà presentato in anteprima mondiale lunedì 8 giugno al Biografilm Festival di Bologna nella sezione Biografilm Italia. La proiezione si terrà alle 21.30 presso il cinema Lumière.

Diretto dal regista bolognese Alberto Gemmi (Ogni Opera di Confessione) Il Labirinto è un’indagine sui luoghi, sul tempo, su ciò che resta nella memoria. Per intraprenderla Gemmi si avvale tanto di riprese sul campo, quanto di immagini di repertorio provenienti da diversi archivi, tra cui quello della Cineteca di Bologna. Sul luogo filma la compagnia teatrale Archivio Zeta, che da oltre vent’anni va in scena alla Futa recitando tra le tombe “La montagna incantata” di Thomas Mann, per trasformare la storia in rito.

Le salme di 30mila soldati tedeschi
Il sacrario ospita le salme di oltre 30mila soldati tedeschi mandati a combattere nella Seconda guerra mondiale e si trova nel comune di Firenzuola, in provincia di Firenze. Progettato dall’architetto Dieter Oesterlen e dal paesaggista Walter Rossow, l’opera si distingue per la sua architettura, sobria e monumentale, composta da una grande spirale muraria in pietra che si snoda lungo il pendio. Integrandosi armoniosamente nel paesaggio montano, trasmette ai visitatori la sensazione di trovarsi in un labirinto.
Il regista Gemmi lo ha da subito avvertito come un oggetto di ricerca privilegiato, dal momento che il suo rifiuto di qualsiasi forma di glorificazione bellica e la sua relazione con il paesaggio suggeriscono “un modo diverso di osservare il conflitto e le sue conseguenze. Il Labirinto non è un documentario sul nazifascismo, né un’opera di carattere storiografico: è piuttosto un lavoro che, esplorando il rapporto tra luogo e coscienza, diventa un invito a mantenere vivo un confronto critico con il nostro recente passato”.

Credits
Prodotto a Gianluca De Angelis per Tekla FIlms, Il Labirinto è stato sostenuto dal Bando Cinema e Audiovisivo di Regione Toscana (anno 2023), realizzato con il contributo del Ministero della Cultura (tax credit per la produzione), con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte alla produzione (2023) e allo sviluppo (2020) attraverso il Piemonte Doc Film Fund. La produzione esecutiva è curata dai toscani Stefano Mutolo, Raika Khosravi, Carolina Pezzini per Berta Film.
