Dinner with Dante: il corto girato a Firenze vince il Premio Kinéo

La cerimonia di premiazione il 5 settembre durante la Mostra del Cinema di Venezia

Dinner with Dante, il cortometraggio diretto da Cecilia Miniucchi e scritto da Katherine Schimmel, riceverà il Premio Kinéo “Diamanti al Cinema” come Miglior Cortometraggio, durante l’83° Mostra del Cinema di Venezia. La produzione indipendente interamente realizzata a Firenze affronta l’attuale tema delle conseguenze invisibili della guerra e il trauma che continua a vivere ben oltre la fine dei conflitti.

(Backstage a Firenze © TFC)

Ambientato nella suggestiva cornice di piazza Santa Croce, il film racconta la storia di una giovane donna che assiste alla morte del proprio promesso sposo, ucciso dall’esplosione di una mina subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Da quel momento la sua esistenza rimane sospesa: ogni sabato torna nello stesso ristorante affacciato sulla piazza, dove immagina di condividere ancora una cena con l’uomo che ha perduto. In un dialogo silenzioso con la statua di Dante Alighieri, mentre il tempo continua a scorrere e le epoche cambiano, il trauma rimane immobile, trasformando il dolore personale in una riflessione universale sul trauma della guerra e sulla pace.

Il set “in bianco e nero” a Firenze

Le riprese di Dinner with Dante sono state realizzate per alcuni giorni a Firenze nell’ottobre 2025. Il cortomegtraggio attraversa decenni di storia, dal primo dopoguerra ai giorni nostri, mantenendo l’unità di luogo: piazza Santa Croce diventa così uno spazio sospeso nel tempo, dove il susseguirsi delle epoche è raccontato attraverso costumi, dettagli e atmosfere sempre diverse.

Girato interamente in bianco e nero, il cortometraggio fa di questa scelta estetica uno strumento narrativo, capace di sottolineare il carattere senza tempo della vicenda. La regia concentra inoltre l’attenzione su un’unica interprete, Gaia Bottazzi, affidando alla forza dello sguardo e del silenzio il compito di raccontare emozioni che vanno oltre le parole. Accanto a lei, il cast è composto quasi interamente da volontari del territorio fiorentino, una scelta voluta dalla produzione per preservare l’autenticità e la voce della comunità locale.

(Backstage a Firenze © TFC)

Anche la colonna sonora assume un forte valore simbolico: un ronzio vocale di donna accompagna l’intera durata del film e rappresenta la voce interiore della protagonista, ma anche quella di tutte le persone che la guerra e il trauma hanno ridotto al silenzio, sia fisicamente sia interiormente.

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