I figli della scimmia vince per la miglior sceneggiatura e il miglior attore nella sezione Orizzonti. Il fiorentino Cosimo Messeri si aggiudica il premio Siae per Il massacro
I figli della scimmia, opera prima del regista toscano Tommaso Landucci, presentata durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è stata premiata dalla giuria della sezione competitiva Orizzonti. Il film ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura assegnato al regista e a Damiano Femfert, e come miglior interpretazione maschile per Riccardo Scamarcio. Sul palco l’attore ha voluto condividere il premio con il giovane co-protagonista Andrea Aggio nel suo debutto cinematografico.
Il titolo si ispira a una fiaba di Esopo, quella della scimmia che, avendo due piccoli, amava e curava solo uno, trascurando l’altro. Il film però si discosta da questo racconto e ha come protagonista Riccardo Scamarcio nei panni di un neogenitore alle prese con un figlio disabile, tra nuove paure, aspettative e desideri della genitorialità. Non si parla di preferenze tra due figli reali, ma di un genitore diviso tra due “figli” diversi, quello reale e quello immaginato.
Il film uscirà nelle sale italiane il 17 settembre.
Alla Toscana anche il premio Siae
Il Premio Siae al talento creativo, assegnato nell’ambito delle Giornate degli Autori a Venezia è andato a Cosimo Messeri per Il massacro, presentato nella sezione Eventi Speciali. Messeri, nato a Fiesole, dopo aver lavorato come assistente di Nanni Moretti e Carlo Mazzacurati, nel 2009 realizza a Los Angeles il documentario The One Man Beatles, ritratto del cantautore americano Emitt Rhodes, candidato al David di Donatello per il miglior film documentario.
“Il film nasce da dieci anni in cui non sono riuscito a fare un film. A un certo punto ho pensato che invece di nascondere quel vuoto potevo filmarlo. Non so cosa spero arrivi al pubblico, forse proprio il fatto che non ho cercato di spiegare o risolvere niente” dice Cosimo Messeri che sottolinea: “per un film indipendente come Il Massacro ricevere un riconoscimento importante come il Premio Siae al talento creativo è un segnale di attenzione molto forte, e tutt’altro che scontato. Lo dedico ad una persona che per me è stata un grande amico ma che attraverso l’amore per il Cinema è diventato un amico di tutti: Federico Frusciante”.
Il film, girato quasi interamente a Roma, include anche alcune scene ambientate in Toscana, in particolare a Livorno.
