Quattro registi toscani protagonisti al Trento Film Festival

Caveman

Due i documentari in concorso sostenuti da Toscana Film Commission

La Toscana si presenta alla 70° edizione del Trento Film Festival, il più longevo festival internazionale di cinema e culture di montagna (Trento, 29 aprile-8 maggio), con quattro documentari che vedono impegnati dietro la macchina da presa tutti autori toscani.

In concorso al Festival trentino presenti due progetti sostenuti da Toscana Film Commission nell’ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema: Caveman – Il gigante nascosto” di Tommaso Landucci e “Lassù” di Bartolomeo Pampaloni.

Caveman – Il Gigante nascosto, di Tommaso Landucci, porta lo spettatore in una grotta delle Alpi Apuane, a 650 metri sottoterra, dove si trova l’opera d’arte più profonda al mondo. Un colosso di marmo, un gigante nudo addormentato al quale lo scultore Filippo Dobrilla ha continuato a lavorare per più di 30 anni in assoluta solitudine nell’oscurità della caverna. Le immagini cercano di indagare, fra le passioni giovanili di Filippo, il suo desiderio di isolamento e la sua idea di un’arte pura senza compromessi, cosa spinge un artista a tanto impegno, quale idea di libertà sottintende la sua opera e la sua vita. Il documentario, presentato in anteprima assoluta lo scorso anno alle Giornate degli Autori di Venezia, sarà proiettato il 5 maggio 2022 alle 19 presso il Multisala Modena (Sala 3).

Lassù, di Bartolomeo Pampaloni, in anteprima assoluta, è il ritratto di Nino, che faceva il muratore e viveva nella periferia di Palermo con la sua famiglia, che ora vive da solo in cima ad una montagna e fa il profeta. Si fa chiamare Isravele (e il nome va letto al contrario per capirne il senso), su di una montagna brulla ai margini della città, c’è la sua dimora: un vecchio osservatorio abbandonato che in vent’anni di lavoro solitario ha trasformato in portentoso tempio naif, considerato uno dei più impressionanti esempi di outsider art in Europa. La proiezione del documentario si terrà il 1° maggio 2022 alle 18.45 al Multisala Modena (Sala 3).

Nella sezione Terre Alte due anteprime assolute:“La signora di Zeri” del regista fiorentino Emilio Pallavicino e “La lunga strada” del senese Alessio Salvini.

In un piccolo paese sulle montagne toscane vive un’antica razza di pecore che prende il nome dal paese di Zeri, la Zerasca. Qui è ambientato il lavoro di Emilio Pallavicino, La signora di Zeri: protagonista è Cinzia Angiolini, una delle pochissime pastore della zona, il suo modo di allevare non è produttivo: lei con loro ci parla, le cura, le cerca, le porta a casa ogni sera.

La lunga strada invece ci porta dalle montagne al mare, dove l’acqua compie un lungo viaggio. Sciogliendosi dai ghiacciai si trasforma in torrente per poi scendere impetuosa tra le gole e riscoprirsi acrobata tra i risalti di roccia che attraversano le valli. Man mano verso la città, passando sotto ai ponti, si fa più quieta fino ad arrivare a riposarsi nel mare, bagnando dolcemente le rive e accompagnando i naviganti nelle loro rotte.

FacebookTwitterWhatsAppEmail
ULTIME NEWS Vedi tutte