Mostra del Cinema di Venezia: quattro gli italiani in concorso

Svelato, in diretta streaming, il programma della 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre). In concorso gli italiani Le sorelle Macaluso di Emma Dante, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, Padrenostro di Claudio Noce, Notturno di Gianfranco Rosi

Una selezione che non ha rinunciato né alla qualità né al numero dei film della Selezione Ufficiale e di Orizzonti, come ha sottolineato il nuovo Presidente Roberto Cicutto. “Al di là dell’essere un segnale di ripresa, l’evento sarà anche un laboratorio e una sperimentazione sul campo di come si possa organizzare, in questo momento, un grande evento come il Festival di Venezia”. 

“Il cuore della Mostra è salvo – fa eco durante la conferenza stampa il Direttore Alberto Barbera – e la selezione italiana, numericamente in linea con le edizioni passate, è di grande qualità: un buon segno per il nostro cinema che sta sperimentando un momento di grande vitalità e sperimentazione”. Oltre al già annunciato film di apertura Lacci di Daniele Luchetti e al documentario di Andrea Segre, Molecole, realizzato nella Venezia chiusa per il coronavirus e proiettato nella serata di pre-apertura, arrivano, infatti, ben quattro pellicole italiane in Concorso: l’opera seconda di Emma Dante (dopo il bell’esordio, presentato sempre a Venezia, Via Castellana Bandiera) Le sorelle Macaluso, tratta dall’omonima pièce teatrale da lei scritta e messa in scena, che racconta la storia di cinque donne, nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. In competizione anche il nuovo documentario di Gianfranco Rosi,  Notturno, coproduzione Italia-Francia-Germania frutto di tre anni di esplorazioni sui confini fra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano, proprio nei luoghi in cui si è combattuta una delle guerre più sanguinose degli ultimi anni. Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, è il nuovo biopic girato in inglese e dedicato alla figlia più piccola di Karl Marx, Eleanor, brillante, colta, libera e appassionata. Padre nostro di Claudio Noce, ispirato a fatti reali che hanno coinvolto la famiglia del regista, è la storia un bambino che scopre la paura di un mondo adulto violento insieme al potere dell’amicizia, nel momento in cui la sua vita viene sconvolta quando assiste all’attentato a suo padre Alfonso (Pierfrancesco Favino) da parte di un gruppo di terroristi.

Fuori Concorso il racconto inedito della nascita, del disastro annunciato, e del mito del film italiano più famoso nel mondo La verità su La dolce vita, docufilm diretto da Giuseppe Pedersoli, coprodotto e distribuito da Luce Cinecittà, che racconta la nascita e le irripetibili vicissitudini di uno dei più celebrati capolavori della storia del cinema; il documentario di Luca Guadagnino, Salvatore Ferragamo – The Shoemaker Of Dreams, sul ciabattino irpino diventato nel tempo un’icona mondiale; Paolo Conte, via con me di Giorgio Verdelli, un itinerario ideale con la voce narrante di Luca Zingaretti per raccontare un personaggio eclettico e, per certi versi, misterioso, uno dei massimi cantori della provincia del mondo, che sarà ospite a Venezia in una serata speciale. Sempre Fuori Concorso l’ultimo lavoro di Salvatore Mereu, Assandira, tratto dall’omonimo romanzo. 

Tra le proiezioni speciali fuori Concorso, Omelia contadina, corto che fa parte di una performance realizzata a quattro mani dall’artista francese JR e Alice Rohrwacher: una sorta di cerimonia funebre per celebrare il declino e la scomparsa del mondo contadino. Film di chiusura, fuori concorso, Lasciami andare di Stefano Mordini, thriller psicologico sovrannaturale, un’intensissima storia di un padre che perde un figlio, con Stefano Accorsi, Valeria Golino, Serena Rossi, Maya Sansa.

Nella sezione Orizzonti l’esordio alla regia di Pietro Castellitto, I predatori, un film dove “c’è cattiveria, satira, trovate sorprendenti, con il coraggio di osare anche rischiando di andare oltre le righe”; Nowhere Special di Uberto Pasolini, ispirato a una storia vera, “doloroso e intenso come tutti film a cui Pasolini ci ha abituato”; Guerra e Pace della coppia di autori cari alla Mostra, Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, in quattro capitoli “inattesi e sorprendenti”; l’opera prima di Giovanni Aloi, La troisième guerre, studio psicologico della pressione a cui è sottoposto di un giovane militare addetto al controllo terroristico nella capitale francese.

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