Miracolo a Sant’Anna:
Spike Lee racconta la Toscana del ’44

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema nel film del regista americano Spike Lee, quest’anno Presidente di Giuria al Festival di Cannes

Prosegue il nostro appuntamento dedicato al racconto delle location toscane protagoniste di numerosi film. Questa volta vogliamo rendere omaggio al celebre regista americano Spike Lee che presiederà la Giuria della prossima edizione del Festival di Cannes, dal 6 al 17 luglio. Il volto del regista compare eccezionalmente nel poster ufficiale del Festival. Per una volta non è stata scelta una scena o la locandina di un film. Per questa edizione speciale, che segna il ritorno della manifestazione in presenza, l’immagine in bianco e nero di Spike Lee domina il manifesto, con gli occhi in primo piano dietro grandi occhiali e con lo sfondo delle palme della Croisette.

Forte il legame tra il regista e il festival francese: nel 1986 si aggiudica il Prix de la jeuness per Lola Darling e nel 2018 il Grand Prix per BlacKkKlansman, film vincitore anche dell’Oscar come migliore sceneggiatura non originale

(Il poster del Festival di Cannes 2021)

Nel 2007 Spike Lee sceglie la Toscana, e più precisamente la Garfagnana e la Versilia per girare Miracolo a Sant’Anna
Forte del successo di pubblico e critica del film precedente Inside man, il regista americano porta sullo schermo il romanzo omonimo di James McBride, che firma anche la sceneggiatura. Lo scrittore era già stato nella Valle del Serchio, anni prima, in occasione della visita da parte dei reduci della 92a Divisione Buffalo, il gruppo di soldati afroamericani che combatté sulle colline lucchesi nell’autunno del 1944. Fu durante questa occasione che lo scrittore ebbe l’ispirazione per il suo romanzo, in quei luoghi dove il suo stesso zio aveva combattuto per liberare la Garfagnana dall’occupazione tedesca. 

Trama

Ambientato in Toscana nel 1944, il film narra di quattro soldati neri americani della 92ª Divisione “Buffalo Soldiers” dell’esercito statunitense, interamente composta da militari di colore, che rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche, separati dal resto dell’esercito, dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano, Angelo. Asserragliati sulle montagne toscane con i tedeschi da un lato ed i superiori americani incapaci di gestire gli eventi dall’altro, i soldati riscoprono un senso di umanità dimenticata, vivendo tra gli abitanti del paese e con un gruppo di partigiani. L’innocenza, il coraggio e l’affetto di Angelo, li aiuteranno a recuperare la speranza per andare avanti.

Verità storica: la polemica

Il film fece molto discutere per la tematica affrontata, una storia basata su fatti realmente accaduti durante la Seconda guerra mondiale in Italia con l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

Ancor prima di iniziare le riprese il regista venne accusato dall’ANPI di revisionismo in quanto la strage di Sant’Anna di Stazzema fu un atto premeditato di sterminio contro la popolazione civile e non una rappresaglia nei confronti della resistenza, come lascia intendere il film. Spike Lee si è sempre difeso dichiarando: «La nostra storia prende solo spunto dai fatti realmente accaduti. McBride, per scrivere la storia, si è avvalso di alcuni consulenti storici, ma ha scritto un romanzo che contiene anche molti elementi di fantasia».

Una volta uscito il film nelle sale, la stessa ANPI rilasciò un comunicato in cui sottolineava la presenza di elementi di fantasia e che non spettava all’associazione esprimere un giudizio in merito. I toni polemici vennero addirittura smorzati dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dichiarò come il film fosse un vero omaggio alla resistenza.

La tematica affrontata dal regista è quella del razzismo diffuso tra le truppe statunitensi. Ma il film sottolinea anche l’incontro tra culture diverse attraverso il racconto del rapporto tra un bambino sopravvissuto all’eccidio e un soldato afroamericano caratterizzato da una sensibilità infantile. 

Spike Lee ha definito così il film «Il mio tentativo di rinnovare il genere del cinema di guerra. È una storia epica, per uso di mezzi e di persone è la più impegnativa della mia carriera, più di Malcom X. È anche il film della maturità, dieci anni fa non avrei potuto farlo, non ero pronto».
Il regista ha affermato anche che il film fa riferimento al neorealismo italiano, e omaggia Ladri di biciclette, Paisà e Roma città aperta.  

(Foto di Pietro Pesce)

Location

Le riprese del film iniziarono il 15 ottobre 2007 e durarono undici settimane, fino al 15 dicembre dello stesso anno, con una preparazione iniziata nell’estate con lo stesso regista impegnato in prima persona nei sopralluoghi. Durante gli scouting visitò diverse volte il piccolo paese di Sant’Anna, il memoriale e il Museo. Incontrò e parlò con i sopravvissuti all’eccidio, documentandosi con foto e immagini dell’epoca. Notevole fu il lavoro svolto dal punto di vista della ricostruzione storica: vennero messe a disposizione del regista le registrazioni dei due anni di processi storici in cui erano coinvolti i protagonisti dell’eccidio dell’agosto del 1944.

Pian di Gioviano e il fiume Serchio diventarono ambientazioni di scene di battaglia fra americani e tedeschi, proprio alle spalle delle montagne dell’Omo Morto. La strada di Arni venne invasa da truppe tedesche e da carri armati fatti giungere da tutta Europa ed il paese di Colognara di Pescaglia diventò la location dove si svolge tutta la vicenda. Ovviamente le riprese coinvolsero anche il piccolo borgo di Sant’Anna di Stazzema con la piazza e la chiesa. La Villa che fu della duchessa Maria Teresa di Savoia a Capezzano Pianore venne trasformata nel quartiere generale delle truppe americane.

Il film venne girato anche a New York, dove fu realizzata la scena fondamentale che rappresenta l’incipit di tutta la storia: l’ex partigiano che aveva tradito i compagni Rodolfo (Sergio Albelli), ormai anziano, si è trasferito a New York e viene riconosciuto dall’impiegato di banca (il Sergente Stamps, interpretato da Derek Luke) e ucciso. Da questo momento, a seguito delle indagini condotte dalla polizia, inizia un lungo flashback che porta lo spettatore indietro nel tempo, al 1944 in Versilia.

Il campo base scelto dalla produzione fu Il Ciocco Resort(nella provincia di Lucca), dove venne ricostruito un vero campo di addestramento con stunt, attori e centinaia di comparse impegnati in scene militari di alto livello. Per oltre un mese la struttura e la valle del Serchio, in particolare Pian di Gioviano, diventarono teatro di scene di guerra, con colpi di esplosioni che fecero sussultare gli anziani dei paesi vicini.  

(Foto di Pietro Pesce)

Curiosità: il miracolo e il mistero della testa della Primavera 

Nel film il soldato Sam Train, interpretato da Omar Benson Miller, trova la testa di una statua che porta con sé come portafortuna. Nella realtà la testa e’ una riproduzione fedele della statua della Primavera che si trova sul ponte Santa Trinità a Firenze, realizzata nel 1600 da Pietro Francavilla. 

Durante i bombardamenti di Firenze nell’agosto del 1944, a causa del crollo del ponte, la testa della statua, andò perduta nell’Arno. Durante la ricostruzione un’azienda americana propose una ricompensa a chiunque avesse ritrovato o restituito la preziosa testa perché non si escludeva che qualche soldato l’avesse potuta prendere, tesi e vicenda citata proprio nel film di Spike Lee. 

In realtà poi la testa fu ritrovata in Arno solo nel 1961 da un renaiolo fiorentino e riposizionata sul Ponte.

Per il ruolo del sergente Stamps si era pensato inizialmente a Wesley Snipes, che dovette rinunciare per problemi con il fisco. Al suo posto venne scelto Derek Luke, che aveva impressionato il regista per la sua interpretazione in Leoni per agnelli di Robert Redford.

Nel film, oltre ad alcuni grandi attori americani, ci sono anche attori italiani come Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Sergio Albelli.

I casting per la ricerca del bambino si svolsero in quasi tutta la Versilia e vennero provinati oltre 1000 bambini. Le selezioni finali vennero fatte a Firenze nella sede di Toscana Film Commission, alla presenza dello stesso Spike Lee. La scelta cadde su Matteo Sciabordi, alla sua prima apparizione sul grande schermo. Ed è proprio alla figura del bambino che è legato l’elemento miracolistico citato nel titolo del film. E’ lui, Angelo, che salvato dal “gigante buono nero” grazie all’aiuto miracoloso della testa della statua, a condurci, una volta diventato adulto, all’ultima scena e all’ultimo miracolo.

(Foto di Pietro Pesce)

Cast & Credits

Derek Luke (Sergente di squadra Aubrey Stamps), Michael Ealy (Sergente Bishop Cummings), Laz Alonso (Caporale Hector Negron), Omar Benson Miller (Soldato Sam Train), Pierfrancesco Favino (Peppi Grotta), Valentina Cervi (Renata), Sergio Albelli (Rodolfo), Matteo Sciabordi (Angelo  bambino), John Turturro (Detective Tony Ricci), Joseph Gordon Levitt (Tim Boyle), John Leguizamo (Enrico), Omero Antonutti (Ludovico), Luigi Lo Cascio (Angelo adulto).

Produzione: Filmworks, Rai Cinema, Touchstone Pictures, On My Own.

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