David di Donatello 2019: quanta Toscana!

Quanta Toscana nell’ultima edizione del David di Donatello!

La sessantaquattresima edizione del premio più importante del cinema italiano ha messo in campo un prestigioso gruppo di cineasti toscani, tra premiatori e premiati, a partire dalle categorie più importati. Quinto David per Ugo Chiti, grande autore teatrale e grande sceneggiatore a cui si deve una lunga serie di copioni scritti per Alessandro Benvenuti, Francesco Nuti, Giovanni Veronesi. Da anni stretto collaboratore di Matteo Garrone, Ugo Chiti ha stravinto nella categoria “miglior sceneggiatura”per il film Dogman.

Altra affermazione importante (e inaspettata), la fiorentina Elena Sofia Ricci che domina sulle altre 4 candidate come miglior attrice grazie alla intensa interpretazione di Veronica Lario in “Loro”, spietato affresco della vita di Silvio Berlusconi uscito lo scorso anno. La Ricci si è aggiudicata la statuetta del David per la terza volta dopo quella per “Io e mia sorella” del 1988 (non protagonista) e quella per “Ne parliamo lunedì” di Luciano Odorisio nel 1990. Sul palco, la protagonista di tante fiction tv di successo (una per tutta “Che Dio ci aiuti”) non ha nascosto la propria emozione, dedicando il premio alle figlie e ai giovani.

A Roberto Benigni, l’onore di premiare il David alla carriera andato quest’anno al grande Tim Burton. Non si contano i David conquistati negli anni dal folletto di Vergaio! Vent’anni fa anche tre Oscar per “La vita è bella”. Insieme, Benigni e Burton rappresentano quel tocco di follia e di originalità che hanno conquistato Hollywood.

Non poteva mancare la divina Stefania Sandrelli, uno dei miti del cinema italiano che di David ne ha vinti tre nel corso di una lunga e bella carriera iniziata a soli 15 anni. La Sandrelli è salita sul palco insieme a parte del cast di “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, vincitore del David del pubblico, poi ha premiato la migliore sceneggiatura originale andata appunto a “Dogman”.

Nelle categorie “tecniche”, premiata anche la livornese Dalia Colli nella categoria “miglior trucco”per “Dogman”. La livornese debuttò con “Il siero della vanità” di Alex Infascelli nel 2003, con Garrone aveva già lavorato in Gomorra. Ha truccato grandi artisti, da Mariangela Melato a Margherita Buy, da Valeria Golino e Giancarlo Giannini. Quello per Dogman è un premio molto importante per un film bello e complesso. Una curiosità: per la Colli è il secondo David, ne aveva già vinto uno per “Reality” nel 2013, sempre con Garrone quindi.

Altri i toscani candidati che si sono dovuti accontentare della nomination come le sorelle Rohrwacher con il film “Lazzaro felice”. E come non ricordare il “toscano” d’adozione Alfonso Cuaron, regista messicano già entrato nella storia del cinema con molti dei suoi film girati ad Hollywood. Con il suo capolavoro, “Roma”, si è aggiudicato in pochi mesi, Leone d’oro a Venezia, premio Oscar miglior regia e miglior film straniero, ieri sera il David per il miglior film straniero.

Fonte: Quotidiano La Nazione (Federico Berti)

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