Vi auguriamo Buon Natale con un classico della comicità toscana: Benvenuti in casa Gori

Un cast tutto toscano quello riunito per il pranzo di Natale, nella commedia scritta e diretta da Alessandro Benvenuti del 1990

E pensare che tutto cominciò per caso, quando Alessandro Benvenuti e Ugo Chiti, nel 1986, si ritrovarono a scrivere un nuovo spettacolo per colmare un vuoto improvviso nel calendario del Teatro di Rifredi. Il testo era molto semplice: dieci personaggi riuniti intorno ad un tavolo, nella speranza di godersi il pranzo del 25 dicembre, dai crostini al panettone. Il tutto recitato dal solo Benvenuti, unica voce di tutti e dieci i personaggi. Una grande prova attoriale che il pubblico premiò affollando per tante settimane le numerose repliche.

Sulla scia del grande successo della storia, Benvenuti decise di trarne un film, mantenendo il titolo Benvenuti in casa Gori. Nel cast un manipolo di comici toscani, tutti sceltissimi, ad iniziare da Athina Cenci, gia’ sua compagna nel trio dei Giancattivi con Francesco Nuti, che al film partecipò anche come produttore. E poi Carlo Monni, Ilaria Occhini, Novello Novelli, Massimo Ceccherini, Barbara Enrichi, Ornella Marini, Giorgio Picchianti e la piccola Samanthina che risponde, per tutta la durata del film, sempre «otto» a qualunque domanda le venga rivolta. Anche la pellicola divenne popolarissima e, come lo spettacolo teatrale, riscosse cosi’ tanto successo da avere pure un sequel, Ritorno in casa Gori del 1996. 

Trama

In un paese della provincia di Firenze, Pontassieve, quella del Natale sembra anche in casa Gori un’occasione per riunire tutta la famiglia in una bella tavolata. Vicino all’albero, ogni anno preparato con scenate rabbiose dal capofamiglia Gino Gori (Carlo Monni), e davanti a piatti elaborati, preparati dalla paziente moglie Adele (Ilaria Occhini), tutto dovrebbe svolgersi per il meglio come da tradizione invece, a poco a poco, emergono sopiti rancori e verità nascoste.

Tra gli invitati c’è il nonno Annibale (Novello Novelli) padre di Adele e Bruna ed ex combattente della Prima Guerra Mondiale; il nipote Danilo (Massimo Ceccherini), patito della Viola ed incline all’uso di sostanze stupefacenti, con la sua fidanzata Cinzia (Barbara Enrichi). Per festeggiare il Natale arriva anche l’altra figlia di Annibale, Bruna (Athina Cenci), con il marito Libero Salvini (Giorgio Picchianti), ballerino di liscio, e la loro figlia Serena (Ornella Marini) sposata con il bigotto parrucchiere Lapo Frittelli (Alessandro Benvenuti) con la loro piccola figlia Samantha.

Una tipica commedia toscana 

Il film è una commedia familiare e amara allo stesso tempo, tipica di certa graffiante ironia toscana, e che ha la particolarità di svolgersi nel giorno più bello dell’anno: il Natale.
L’occasione del pranzo permette al regista di trattare la storia e i personaggi con il suo humour nero, eredità della sua formazione nel gruppo dei Giancattivi. Prende in giro, infatti, con una bonaria perfidia, la tipica famiglia toscana, il tutto grazie alla presenza di un gruppo di attori che si sorreggono l’un l’altro, spiccando ognuno per la caratterizzazione e la particolarità che il proprio personaggio porta. 

La storia, proprio per la sua impostazione teatrale, è ambientata per la maggior parte del film in un unico interno, la sala da pranzo, che domina la scena. Un nucleo familiare, quello della famiglia Gori, che inevitabilmente, invece di trascorrere un felice Natale, si lascia andare a perfide rivalse tra scene madri e tragicomiche litigate.

Curiosità: la dichiarazione di Alessandro Benvenuti sull’origine del film 

“Benvenuti in casa Gori è la cronaca di un pranzo di Natale realmente accaduto il 25 Dicembre del 1986 in casa della famiglia Gori, domiciliata in Pontassieve, un grosso paese situato a 15 Km a nord-est di Firenze. Quel giorno santo, intorno al desco si ritrovano riuniti in dieci: il novantenne Annibale Papini, Gino Gori il capofamiglia, sua moglie Adele e il loro figlio Danilo, Cinzia, la di lui fidanzata, Bruna secondogenita di Annibale, Libero, suo marito, Sandra, la loro figlia; Luciano, marito di quest’ultima e la piccola Samantha (il th è importante) di due anni, frutto del matrimonio di Sandra e Luciano. 
Inoltre, via etere, avrebbe dovuto essere presente anche Carol Wojtyla, ma quel giorno il Santo Padre, strano a dirsi, si fece attendere in televisione il più del dovuto. E fu proprio aspettando l’Urbi et Orbi che i dieci, in mancanza di un’alternativa ragionata, non poterono fare a meno di ingannare il tempo tirando fuori il catalogo dei loro problemi esistenziali; e che non fossero rose e fiori apparve chiaro quasi subito.
Per un fortunato caso quel Natale mi trovavo a Pontassieve e in visita alla famiglia Gori. Fu così che alle prime avvisaglie dell’insolita piega che stava prendendo quella santa giornata pensai bene, come certi vampirelli talvolta usano fare, di prendere qualche appunto.
Successivamente riportai ciò che avevo udito all’amico Ugo Chiti ed assieme, più o meno rispettosi degli ispiratori, abbiamo cercato di raccontare anche a voi quello che altri involontariamente avevano raccontato a noi. Così è nato Benvenuti in casa Gori.

Se poi, a monte di tutto questo (o anche a valle s’intende) ci siano altre spiegazioni, motivazioni o altro, lasciamo a voi il piacere di scoprirlo.”

I Giancattivi

In principio erano I Giancattivi, trio comico toscano composto da Francesco Nuti, Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, arrivato al successo verso la fine degli anni Settanta per aver partecipato al programma televisivo Rai Non stop (da cui uscirono anche Carlo Verdone e Massimo Troisi). Ottennero un grande successo anche al cinema con l’unico film A ovest di Paperino che li vede tutti e tre protagonisti.

Col passare degli anni ognuno intraprese una propria carriera interpretando, partecipando o dirigendo lungometraggi che riscossero successo nel panorama italiano degli anni Ottanta. 
Francesco Nuti si aprì una carriera da solista come regista/attore, grazie a film come Caruso Paskoski, di padre polacco o Willy Signori e vengo da lontano, mentre la Cenci si ritagliò un ruolo da comprimaria di classe interpretando svariate pellicole di successo (Compagni di scuola di Carlo Verdone e Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli). Alessandro Benvenuti, invece, proprio come l’amico Nuti, esordì come regista nel 1981 con la commedia, girata tra Prato e Firenze, Ad Ovest di Paperino, interpretata dagli stessi Giancattivi, per poi bissare nel 1985 con Era notte buia e tempestosa…, dove divise la scena con la sola Athina Cenci.

Location

L’esterno dell’abitazione della famiglia Gori si trova a Cortona, mentre gli interni, dove si svolge il pranzo, vennero girati negli Studi di Cinecittà. Così come nella commedia teatrale, tutto il racconto natalizio si svolgeva in un’unica location, la casa della famiglia Gori. La sala da pranzo, curata nei minimi particolari, grazie allo scenografo Eugenio Liverani, che collaborò in molti altri film di Benvenuti, a partire da Era una notte buia e tempestosaIvo il Tardivo e Belle al bar.
Sempre a Cortona, vicino a Piazza del Mercato, venne girata la scena all’interno della Barberia di Lapo (Alessandro Benvenuti), dove compaiono due giovanissimi ed esordienti Andrea Muzzi e Alessandro Paci.

Il Monni

Che fregatura che l’è la vita. Quando comincia un tu sai neanche il che l’è, e quando tu t’accorgi che l’è brutta l’è belle finita – cit. Gino Gori (Carlo Monni)

Carlo Monni, attore fiorentino, anzi di Campi Bisenzio, dalla forte personalità, interpreta, in entrambi i film di Benvenuti, il capofamiglia Gino Gori, sanguigno ed incline alla collera.  L’attore, grazie alla sua potente fisicità, delinea un personaggio perennemente scorbutico e rabbioso, caratteristiche proprie di una certa toscanità. Un esempio, di come realtà e finzione si uniscano, è nella scena in cui Gino tira un pugno ad un mobile sentendo suonare un cellulare. La cosa successe veramente durante le riprese: distrusse, per la troppa forza utilizzata, il mobile di scena.

Il sequel: Ritorno in Casa Gori

Visto il forte successo al botteghino della pellicola, il produttore Vittorio Cecchi Gori, decise di fare un sequel nel 1996, Ritorno in Casa Gori. Importanti modifiche vennero fatte al cast, grazie anche al budget più alto che il produttore mise a disposizione di Alessandro Benvenuti, sempre dietro la macchina da presa. Ai già collaudati attori del primo capitolo si aggiunsero anche Sabrina Ferilli e Alessandro Haber. La scelta dell’attrice romana, per il ruolo di Sandra, fu motivata dall’esigenza di avere un’attrice che per quel ruolo sapesse sia rendersi ridicola che essere una donna sensuale.

L’occasione per la riunione della famiglia stavolta non è più il consueto pranzo di Natale, ma il funerale di Adele (Ilaria Occhini), moglie di Gino Gori (Carlo Monni). La chiesa dove si svolge il funerale è la Chiesa di San Francesco, sempre a Cortona. Accanto alla chiesa, inoltre, si trova il campo da calcio dove i membri della banda del colpo alla villa attendono inutilmente l’arrivo di Danilo Gori (Massimo Ceccherini). La villa della rapina è Villa Fontana, dimora signorile del XVI secolo, che dista pochi chilometri da Cortona. 

Cast e Premi del film 

Alessandro Benvenuti (Lupo Frittelli), Athina Cenci (Bruna Salvini), Ilaria Occhini (Adele Gori), Carlo Monni (Gino Gori), Novello Novelli (Annibale), Massimo Ceccherini (Danilo Gori), Barbara Enrichi (Cinzia), Ornella Marini (Serena), Giorgio Picchianti (Libero Salvini).

NASTRO D’ARGENTO 1992 a Ilaria Occhini come MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

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