Svelati i film selezionati all’83esima edizione della manifestazione
L’83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Biennale di Venezia è in programma dal 2 al 12 settembre 2026. La Toscana sarà rappresentata nelle varie sezioni della Mostra da alcuni prestigiosi progetti girati sul territorio, tra questi due film di registi toscani, entrambi sostenuti dal Bando Cinema e Audiovisivo di Regione Toscana.
Dio ride, scritto e diretto da Giovanni Veronesi (Moschettieri del re, Manuale d’amore, Per amore, solo per amore), è il film di chiusura, fuori Concorso, della Mostra. Sarà proiettato in prima mondiale sabato 12 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, a seguire la cerimonia di premiazione. Nel cast Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo.

Le riprese di Dio ride sono state realizzare nel 2025, fra settembre e ottobre tra le province di Siena, Pisa e Arezzo e nella città di Pistoia. I costumi del film, a cura di Carlo Poggioli, sono stati confezionati nei laboratori di sartoria di Manifatture Digitali Cinema a Prato. Le foto qui.
Alle Giornate degli Autori sarà presentato, come Evento Speciale, Se venisse anche l’inferno, il nuovo film di Samuele Rossi. Ambientato sulle Alpi nell’inverno del 1944, il film racconta la storia di Gio, un giovane partigiano di vent’anni che, dopo un violento rastrellamento che spazza via la sua brigata, resta solo a presidiare un rifugio di montagna. In attesa della ripresa dei combattimenti a primavera, il ragazzo attraversa la tragedia della guerra con un unico obiettivo: sopravvivere e resistere.
Girato in tre sessioni diverse, nell’arco di cinque mesi e in ordine cronologico, tra Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e Toscana, Se venisse anche l’inferno ha rappresentato una vera sfida tecnica e creativa. Le riprese toscane hanno interessato le province di Prato e Pistoia, in particolare il comune di Cantagallo (Prato) con la Riserva dell’Acquerino e Villa Guicciardini, e la montagna pistoiese con il comune di Abetone Cutigliano.
Sarà presentato in selezione ufficiale Open – Fuori Concorso Holy Wood Dust, il nuovo film documentario di Victor Kossakovsky (due volte nella shortlist degli Oscar) con la partecipazione del noto botanico Stefano Mancuso. Il film è prodotto da Mattia Guerra per Be Water Film, dal toscano Emanuele Nespeca per Solaria Film, Alba Sotorra, Marta Figueras, Belén Sánchez e Laura Álvarez per Oceanika, Mayca Sanz L-Higueras per Allegra Films e Frank Müller per Doppelplusultra Filmproduktion. Kossakovsky e Mancuso accompagnano lo spettatore in un viaggio che riprercorre la vita degli alberi: cosa accade nel secondo successivo all’abbattimento di un albero? Nella struttura cineportuale di Manifatture Digitali Cinema Prato la produzione ha svolto buona parte della lunga attività di lavorazione del progetto.

Oltre a questi progetti girati in Toscana, si segnalano anche altri autori della nostra Regione che saranno protagonisti a Venezia:
Alla SIC – Settimana Internazionale della Critica troviamo in concorso il cortometraggio Prima della guerra di Tommaso Usberti e prodotto da Eolo Film Productions, L”Heure D”Étè, Mir Cinematografica. Ambientato in una Pianura Padana sospesa e inquieta, il film intreccia corpi e paesaggi in un racconto che affronta i temi della mascolinità contemporanea, del peso dell’eredità culturale e della ricerca di un’identità emotiva, confermando lo sguardo personale del regista.
A chiudere l’edizione 2026 della SIC sarà invece Rider, scritto e diretto dal toscano Roan Johnson e da Davide Pavanello, prodotto da Emotion Network, Movimenti Production, Red Joint. Il film rilegge il musical attraverso il linguaggio del rap e della cultura urbana contemporanea, fondendo racconto di formazione, noir metropolitano e riflessione sul conflitto sociale in una storia dedicata alle nuove generazioni
Il fiorentino Cosimo Messeri firma il film Il massacro che sarà presentato come evento speciale alle Giornate degli Autori, il film ha al centro la solitudine lavorativa e sentimentale, la fragilità dei legami contemporanei e la possibilità di ricominciare.
Nella sezione Orizzonti, due autori toscani: Tommaso Landucci firma la sua opera prima I figli della scimmia, sul tema della disabilità, con un cast d’eccezione, Riccardo Scamarcio, Fausto Russi Alesi. La città dei vivi è il film di Edoardo Gabbriellini, nel cast Valerio Mastandrea insieme al protagonista Emanuele Maria Di Stefano. Il film è liberamente ispirato all’omonima opera letteraria dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia.






