Corti d’Argento 2017 : nominati 4 progetti di registi toscani

La consegna dei premi, conferiti dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, si terrà a Roma il prossimo 20 aprile.

Annunciata la selezione ufficiale dei titoli in lizza per i Corti d’Argento 2017, il riconoscimento al cinema italiano attribuito dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici  (Sngci). Dalla giuria del sindacato, presieduto da Laura Delli Colli, saranno assegnati due Nastri d’Argento: al miglior corto di fiction e al miglior corto d’animazione, insieme alle menzioni speciali dell’anno.
Alla selezione si aggiungono i corti dei giovani autori proposti a Studio Universal, ancora una volta insieme ai Corti d’Argento, per la scelta del vincitore del Cinemaster 2017.

Tra la rosa delle opere nominate ai Corti d’Argento 2017, quattro sono quelli realizzati da registi toscani: Offline, di Emanuela Mascherini, Ovunque Proteggi, di Massimo Bondielli, Mostri, di Adriano Giotti e No Borders di Haider Rashid.
Emanuela Mascherini, giovane attrice, scrittrice e regista fiorentina, nel corto Offline affronta per la prima volta il tema delle relazioni virtuali che hanno cambiato, nella società attuale, i rapporti uomo-donna.
Il documentarista viareggino Massimo Bondielli, con Ovunque proteggi, ci porta nel dramma della strage ferroviaria del 2009 della sua città, nella quale persero la vita trentadue persone, ognuna delle quali è una storia da valorizzare e raccontare.
Il 2016 è stato un anno particolarmente produttivo per il giovane regista fiorentino Adriano Giotti. L’ultimo lavoro, Mostri, nominato ai Corti d’Argento 2017, racconta di Alex quarantenne ex-tossicodipendente, il cui padre teme che egli possa ricadere nella droga, ora che deve dare l’addio al cane, l’unica cosa alla quale da sempre tiene davvero.
In No Borders, il fiorentino Haider Rashid, grazie alla partecipazione di Elio Germano nelle vesti dell’intervistatore, realizza con la tecnica della realtà virtuale un film-inchiesta su temi sociali: al centro Baobab di Roma e al No Borders di Ventimiglia. Il primo è un centro capitolino di raccolta per i migranti, sgomberato nel 2015, mentre il secondo è un presidio permanente di confine, in cui si lotta per il diritto alla mobilità delle persone.

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